giovedì 2 giugno 2016

C'è vita, c'è anima. Melody Gardot o la donna che visse due volte.

#undiscoalgiorno

Melody Gardot - My One and Only Thrill, 2009


Un altro album che potrei annoverare fra i tuffi al cuore al primo ascolto, senza sapere nulla di questa donna e della sua forza. Roba scaricata a casaccio dal mare del web perché mi piaceva il suo nome. 
In un'intervista a Vanityfair la definiscono "la donna che visse due volte". Lei è rinata con la musica e attraverso la musica e io penso di averlo in qualche modo percepito quando ho ascoltato quest'album per la prima volta.  C'è vita, c'è anima. E io resto sempre imbambolata di fronte alla forza delle persone sotto alla tempesta, chiedendomi se sarei in grado di rinascere dalle ceneri.

Il malefico lastfm dice che l'ho trovato nel 2010, con un picco di 288 ascolti in quello stesso anno, probabilmente in quel periodo mi suonava "giusto".

E' un buon modo per cominciare la giornata davanti ad una tazza di caffè (zucchero di canna integrale, si fottano le calorie), enjoy.





martedì 8 marzo 2016

Donna.

Che sia un 8 marzo 365 giorni all'anno, che per 365 giorni all'anno ogni donna abbia la facoltà di essere libera. Libera da ogni forma di violenza e atrocità che abbia come sola motivazione l'essere nata femmina, libera dall'essere considerata inferiore quando si parla di diritti. Libera di scegliere il ruolo che più le è congeniale - single madre moglie lavoratrice casalinga donna in carriera avventuriera bella o brutta ... - senza che questo sia imposto dall'alto, senza che questo sia causa di giudizi trancianti e superficiali. Le peggiori nemiche delle donne siamo, troppo spesso, proprio noi. 
Nell'attesa che non ci sia più bisogno di un 8 marzo.




domenica 3 gennaio 2016

Se la vita ti regala limoni...

...tu fatti una spremuta di pompelmo. Rosa, tendenza 2016.



Il 2015 è un anno che personalmente preferirei lasciarmi alle spalle, non tanto per i troppi e troppi bassi ma per la mia immobilità nell'affrontare i limoni avuti in dono. Se in tempo di bilanci mi guardo indietro provo disgusto per come ho subito cose, persone e situazioni, disperandomi senza fare niente che potesse farmi uscire dal pantano emozionale in cui mi sono ritrovata. L'immobilità, il piangersi addosso non sono parte del mio DNA, devo sempre entusiasmarsi per qualcosa e infilare le mani in pasta.
Non che sia andata così male, i limoni talvolta possono avere un'acidità intollerabile e non è questo il caso, ma nemmeno troppo bene, ecco. Fra il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto per indole io vedo la misura esatta e certe sfumature sono assolutamente da correggere.
Ho letto da qualche parte che i grandi di tutte le epoche fanno grandi piani che li guidano per tutto l'arco dell'esistenza e io ho deciso di fare i miei. Piccole cose, come ad esempio imparare la tecnica shibori per creare gioielli; sulla carta è una sfida impossibile e quando mai da queste parti le sfide ci fanno schifo?
E mentre andavo a caccia di materiale adatto riempiendo carrelli di deliziose perline e sete multicolore che tanto non avrò mai abbastanza fondi per comprare in toto, mi sono ricordata che il rosa sbiadito è il colore dell'anno. Un colore che non mi si addice, come il non far niente, ma che ben dosato forse ha una sua utilità, forse un pizzico di dolcezza in più mi eviterebbe sempre scontri all'ultimo sangue con gli altri, con me stessa e con la vita.
La mia testa inseguiva pensieri e le mie dita inseguivano tutorial, di inseguimento in inseguimento mi sono trovata con un rimasuglio di lana fra le mani e uno scaldacollo in più. Rosa scialbo, tendenza 2016.
E facciamo finta che sia un portafortuna.






lunedì 28 settembre 2015

I rigagnoli salati di Marte

28 settembre 2015, c'è acqua salata su Marte!!

"Here am I floating 
round my tin can
Far above the Moon
Planet Earth is blue
And there's nothing I can do."


Ecco, ora un barattolo di latta avrebbe dovuto portarmi a fare il bagno nei rigagnoli salati di Marte. E invece sto qui, incastrata su questo pianetuccio che diventa sempre più stretto, con i maledetti soscial netuork che mi danno un senso di claustrofobia. Sono nata troppo presto, dannazione!

http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo2546.html


sabato 26 settembre 2015

...di corde e paturnie. Un sabato sera di fine settembre.

Ebbene sì, oggi ci siamo imbragate e  ardite e sprezzanti del pericolo, con l'elmetto in testa e i ganci stretti in mano abbiamo affrontato corde ciondolanti, percorsi impervi, tronchi oscillanti, scivoli liberatori nel bel mezzo della foresta in questa bella giornata settembrina.

E mentre mi chiedevo chi me l'ha fatto fare, e mentre imprecavo contro la metà sogghignante che mi guardava dalla riva penzolare dagli alberi come un bacarozzo imbranato che la prossima volta sulle funi ci sale lui e ride bene chi ride ultimo...e mentre mi chiedevo come si fa a massacrarsi un ginocchio così, da poveraccia incapace, vi guardavo procedere spedite, bravissime e agilissime come non mi sarei mai aspettata. Sorridenti, vivaci e soprattutto serene. E il piccolo moto di orgogliona soddisfazione materna ha lasciato il posto ad una grande tenerezza, aspra e dolce. Aspra perché non è stata un'annata indimenticabile quella che vi abbiamo offerto e che vi è capitata, ma avete tenuto botta. Dolce semplicemente perché ci siete e avete scelto me. E siete due splendidi, profondissimi e imperfetti esseri umani e beato chi avrà la pazienza di scoprirvi poco a poco.

I figli non andrebbero esibiti come un prolungamento di noi stessi, fa bene al nostro ego ma probabilmente non a loro, incatenati in un miliardo di aspettative.  Andrebbero semplicemente amati come esseri unici e irripetibili a godersi la libertà di diventare quello che vogliono essere davvero e io non amo la recente moda che trasforma ogni cosa, dal colore delle mutande ai sentimenti più profondi e privati, in dati da esibire ad uso e consumo di ogni angolo del mondo. Sono una vecchia carampana testarda convinta ancora che esistono privati troppo importanti e preziosi per essere buttati superficialmente in pasto a chiunque. Ma questa bella giornata ho voluto congelarla qui per un po', nel mio posticino di ciarpame, immagini e pensieri.

Grazie, ragazze.


lunedì 24 agosto 2015

La pasta madre. Gesta, imprese e sventure di panificatori principianti.


Il mio pane 

Una decina di giorni fa mio fratello mi ha regalato, per la seconda volta, un pezzetto di pasta madre. Lui produce meraviglie: pane di tutti i tipi, focacce, persino grissini...
La prima volta ero in fase trasloco ed ho finito per dimenticala in un angolo del frigo, questa volta ho deciso di fare almeno un paio di tentativi di panificazione con questa meraviglia nella quale mi capita di inciampare frequentemente nel web.

il rinfresco della pasta madre

Dopo aver provveduto quindi al rinfresco il giorno prima,  alle sei di mattina sono pronta ad agire, dopo un paio di caffè e con in sottofondo musica spaziale varia di Klaus Schulze per stralunarmi un po' e bilanciare l'effetto del caffè.
Giusto per complicare le cose alla mia maniera di assoluta dilettante decido di impelagarmi prima nella produzione di un'improbabile torta di mele e quindi scelgo di impastare e far lievitare con la macchina del pane, San Google che tutto sa mi dice che è possibile.
Cerco in rete qualche ricetta e un modo corretto di procedere e mi trovo spiazzata di fronte al marasma di informazioni e procedimenti...il frutto delle esperienze mi sembra davvero infinito, per provare mi affido alla buona sorte e pesco una ricetta a caso, questa:

150 grammi di pasta madre
300 ml di acqua
1 cucchiaino di zucchero (di canna, perché mi ispirava)
1 cucchiaino di sale fino
650 grammi di farina

Provo, come suggerito, a sciogliere la pasta madre con l'acqua infilandola nell'impastatrice ma la pappetta schizza impazzita all'interno della macchina, un disastro. Pulisco dunque l'impastatrice e aggiungo farina e zucchero, un po' di sale, programma per la pizza e via. Nel frattempo mi si bruciacchia la superficie della torta...
L'impasto con la perdita di liquido precedente mi sembra asciutto, aggiungo acqua in maniera assolutamente casuale finché a naso mi sembra che l'impasto abbia l'umidità giusta e aspetto che il programma finisca. Lascio nel macchinario fino a raggiungere un tempo di lievitazione di circa cinque ore, divido l'impasto in due filoncini e inforno a 250 gradi. Dopo un quarto d'ora scendo a 200 gradi e termino la cottura. Tempo di cottura? Probabilmente una quarantina di minuti...
Nel frattempo gironzolo per il web a caccia di informazioni residue e scopro che una volta diviso l'impasto lievitato e messo in forma avrei dovuto aspettare ancora due ore di ulteriore lievitazione! Affranta e madre di tutti i frettolosi, tolgo le pagnotte dal forno e ustionandomi le dita le affetto ancora bollenti, pronta a buttare tutto.
E invece il risultato è sorprendente! E' croccante fuori e morbido dentro, cotto il giusto ed ha un sapore davvero ottimo, di pane della nonna. Forse è solo un filo compatto, ma comunque divino.
Grazie Marco!


pane e torte bruciacchiate


mercoledì 6 maggio 2015

Il giardino aromatico





Nutro da tempo immemore una passione smodata per i profumi delle piante aromatiche, di conseguenza una delle primissime cose che ho fatto appena ho avuto sottomano un pezzo di terreno è stato approntare un giardino aromatico, pur essendo una principiante assoluta del giardinaggio in generale se si escludono tentativi di far germogliare qualcosa in vaso.

 La scelta del luogo è caduta su una piccola aiuola esposta a nord, un angolo molto grazioso ma un azzardo soprattutto per quanto riguarda l'esposizione nei mesi invernali. Difatti la zona vede il sole solo per poche ore al mattino ed è piuttosto fredda e umida durante il giorno, ho quindi messo a dimora alcune piccole piantine con un po' di scetticismo e pronta eventualmente a correggere il tiro. Ho badato bene a creare un bel drenaggio per evitare ristagni d'acqua ed ho utilizzato del terreno apposito per aromatiche...non le ho inizialmente concimate ma provvederò sicuramente quest'anno. Ho poi pacciamato con lapillo vulcanico per proteggere il terreno dalle infestanti ed avere un bell'effetto decorativo.

Con mia grandissima sorpresa a distanza di un anno alcune di queste aromatiche non solo hanno tenuto duro rispetto a freddo, neve, umidità, grandine ed eventuali altre calamità, ma al ritorno della primavera le ho riscoperte in splendida forma.
Altre hanno ceduto al rigore invernale ed ho fatto qualche errore di valutazione.

L'errore di valutazione più grosso è stata la menta, scelta perché adoro il profumo e perché piuttosto resistente. Avevo sentito della sua nefasta reputazione come infestante ma ho voluto provare comunque a interrarne alcune qualità (menta fragola, ananas, glaciale, piperita, rotundifolia, arvensis, mojito...) attratta dai loro profumi sempre diversi. Ora mi ritrovo piena di stoloni che stanno colonizzando tutto, come da copione, ma mi spiace doverla eliminare...Ho recuperato alcune di queste piante che sembravano ormai defunte interrandole in vaso e sono prontamente rispuntate le foglie...la menta è immortale!


Ho piantato varie specie di timo, pianta che dovrebbe resistere ai rigori delle temperature invernali e una gradita sorpresa l'ho avuta dal timo serpillo. La piantina era minuscola e mi sono ritrovata quest'anno con un gran bel cuscino odoroso, tutto fiorito! Presa dall'entusiasmo ne ho comprate altre tre da usare come tappezzanti nella parte di giardino esposta a sud.
Ha resistito bene anche il timo volgare come anche una varietà di timo decorativo di cui non conosco il nome, mentre non hanno retto le due varietà di timo limone, belle da guardare e con un profumo fantastico. Non paga le ho ripiantate quest'anno, proverò a proteggerle con un telo.


Altra grande soddisfazione l'ho avuta dal rosmarino, del quale ho piantato le varietà officinalis e strisciante, piccole piante che sono esplose fino a diventare due arbusti piuttosto grandi tanto che sto pensando di trasferirle altrove...valuterò in base allo sviluppo. Ho utilizzato il rosmarino strisciante anche nella parte in pendenza del giardino esposta a sud, dovrebbe aiutarmi a contenere l'erosione e anche in questo caso sembra tenere bene.



Ho poi piantato quattro diverse varietà di salvia, una officinale e tre decorative, screziate rispettivamente di giallo, di bianco e di rosa. Delle decorative solo una ha retto molto bene diventando piuttosto grande mentre le due a foglie screziate di rosa e bianco sono definitivamente andate. Anche in questo caso vorrei ritentare l'esperimento proteggendole durante l'inverno, rendono piuttosto bene dal punto di vista estetico  ed è un peccato non averle più. 

L'erba cipollina è rispuntata più vispa che mai, la lavanda non ha retto e dubito di ripiantarla in ombra quest'anno, l'elicriso dal buonissimo aroma di liquirizia è vivo ma sofferente. Sta tentando di rifiorire ma la pianta è piuttosto malconcia. Mi sono procurata dunque una nuova pianta e l'ho interrata a sud poiché mi piace troppo, con la speranza che in questo caso regga.
Quest'anno farò un tentativo con la melissa e vorrei trovare una pianta di menta cioccolato da tenere rigorosamente in vaso...
Come ultima cosa, mi sono procurata un essiccatore, per far sì che l'eventuale frutto dei miei esperimenti non vada perduto.




sabato 27 settembre 2014

La pialla e la montagna infinita di riccioli



E' giunta qualche giorno fa da Hong Kong inattesa, non l'aspettavo ancora, e da allora non ho smesso di piallare sapone. E' in legno, è arrivata con la lama smontata e ho imprecato come un marinaio ubriaco nel montarla. E' un oggettino davvero utile, permette di dare una forma molto professionale al sapone e una forma molto professionale anche agli avanzi, difatti si ricavano riccioli deliziosi. E fette, spirali, listarelle.

Che ho prodotto a montagne.

Che dovrò riciclare in montagne di sapone nel prossimo futuro.

Che significa nuove montagne di avanzi e riccioli da riciclare in nuove montagne di sapone...



Sapone delicato Water Lilli

Sapone delicato Water Lilli




Per un chilo di grassi

olio di cocco 200g
Olio di oliva 350
strutto 250 g
olio di ricino 50 g
olio di girasole 50 g
olio di avocado 100 g

latte di soia 300 g
soda caustica 134 (sconto 8%)

acido citrico 20
soda per citrato 12

al nastro:
biossido di titanio
mica verde acqua
mica brillante

fragranza water lilli (GM)
farina d'avena un cucchiaino



La gatta, dopo aver tentato inutilmente il suicidio lanciandosi nel composto di sapone bello caustico (fortunatamente mancato di un soffio), ha pensato bene di passeggiare sulle formine messe al caldo e ancora molli. E io che pensavo di averle messe in un posto sicuro da attentati felini...la presenza di gatti curiosi e la preparazione del sapone è meglio che non coincidano. Qualche formina è quindi incidentata ma sono riuscita in qualche modo a rappezzarla.




Sapone delicato al latte di soia, con il quale ho avuto meno problemi perché il latte era in pezzi più piccoli e forse ho scoperto l'arcano che mi ha provocato i precedenti problemi. Delicato a causa del grosso sconto, 8%, poiché è pensato per il viso. 
Per la prima volta ho provato a realizzare un effetto marmorizzato sbiancando il sapone con diossido di titanio (altrimenti l'olio di avocado me l'avrebbe fatto virare troppo sul verde) e colorandone poi una sola parte con mica verde acqua. Ho unito di nuovo le due parti nella pentola di acciaio semplicemente mescolando brevemente e poi versato il tutto negli stampini. L'effetto è a mio parere molto bello e delicato, mi piace e lo riproverò.
La fragranza usata è Water Lilli di Gisella Manske, una delle più belle provate finora e sorpresa piacevolissima in quanto delicata ma persistente, nessuno problema nel sapone. Davvero ottima.







Extreme Makeover Sapomostro Edition



Extreme Makeover Sapomostro Edition





per un chilo di grassi

Olio d'oliva 750 g
Olio di cocco 200 g
Olio di ricino 50 g

acqua 320 g
soda 136 g (sconto 6%)

Al nastro

Mezzo cucchiaino di titanio diossido
mezzo cucchiaino di mica rosa e mezzo di mica oro gold 24k

Un cucchiaino di farina d'avena
40ml di olio essenziale di arancio dolce

brillantini
palline di sapomostro Christmas Spice


Come ti trasformo un sapomostro in un nuovo sapomostro in poche mosse. Vabbè, sto esagerando, non è proprio un mostro di sapone ma c'è mancato poco e il risultato non è affatto quello sperato. Ho usato latte di soia acquistato e congelato che mi ha raffreddato troppo la soluzione caustica impedendo alla soda di sciogliersi bene. Ho unito la soluzione ai grassi facendola passare per un colino a maglie strettissime e schiacciando il residuo con un cucchiaio. Per questo motivo la ricetta qui è con acqua, dovessi mai rifarla non sarà con il latte di soia congelato. Il sapone è risultato mollissimo ed è uscito a fatica dallo stampo. Poiché sono una donna senza pazienza ho avuto fretta nel tagliarlo (dopo giretto nel congelatore perché la consistenza era quella del burro), scoprendo poi che questo ha rovinato un po' il già troppo volatile olio essenziale d'arancio dolce.
Ad ogni modo, è lui:


Ho panato le palline nella mica dorata prima di inserirle nel sapone, esperimento che rifarò perché l'effetto finale mi piace, così come mi piace la cascata di brillantini cangianti che ho sparpagliato sulla superficie. Una volta rifilato   l'aspetto estetico è migliorato ulteriormente, non è poi così da buttare, pur essendo ancora morbido a distanza di qualche giorno. 
L'ho gettato nella cassettiera a riposare e lo ripescherò fra qualche mese, sperando in un buona stagionatura.


domenica 21 settembre 2014

Sapomostri due la vendetta: Christmas Spice allo yogurt

Christmas Spice allo yogurt



Olio d'oliva: 350 g 

Olio di cocco: 100 g 

Olio di ricino: 25 g 

Olio di mandorle dolci 10 g
Olio di riso 15 g

Acqua dem. : 160 g
soda: 69 (sconto 5%)
acido citrico 10 g
soda per citrato 6 g

al nastro:
un cucchiaio di yogurt intero bianco
un cucchiaino di mica bianca brillante
mezzo cucchiaino di diossido di titanio

fragranza spezie di natale (GM) 10 ml
farina d'avena un cucchiaino


Con la mia bella testa di mulo, stamattina ci riprovo: stessa ricetta e stessa fragranza del sapomostro natalizio di ieri, con però l'aggiunta di yogurt intero, acqua aumentata, niente colorante alimentare.

Procedimento solito, unisco lo yogurt alla miscela di grassi insieme alla mica e al titanio diossido, miscelo ad una temperatura di circa 43° lasciando per ultima la fragranza con l'avena, aggiunta dopo un nastro leggerissimo. Per versare la fragranza ho utilizzato la spatola sporca di sapone e con mia sorpresa ha cambiato colore:


Mi ritrovo con una fragranza giallo sole. Miscelo quest'ultima senza frullare e verso agevolmente negli stampini. Mi accorgo che dopo un po' escono dei puntini gialli sulla superficie della saponetta. Eccheddiamine!!



Ho bisogno che qualcuno mi leghi le mani dietro alla schiena nelle 24 ore successive alla produzione di un nuovo sapone, soffro di una brutta malattia, lo sgusciamento precoce. Ogni volta danneggio saponette solo per la voglia di vedere l'effetto che fa perché non mi do il tempo di aspettare che indurisca a dovere e anche questa volta missione compiuta. E voglio un sapone natalizio decente che sappia di spezie!!! E ho bisogno di una damigiana di caffè come consolazione...

Sapone Christmas Spice, sapomostri natalizi.

Sapone Christmas Spice

Olio di oliva: 350 g 
Olio di cocco: 100 g 
Olio di ricino: 25 g 
Olio di mandorle dolci 10 g
Olio di riso 15 g

Acqua dem. : 150 g
soda: 69 (sconto 5%)

acido citrico 10 g
soda per citrato 6 g

al nastro:
Colorante alimentare rosso un cucchiaino

fragranza spezie di natale (GM)
farina d'avena un cucchiaino

Ieri mattina mi sono alza bella carica e pimpante, pronta finalmente per un nuovo sapone. Decido, visto l'approssimarsi delle feste natalizie, di provare una delle nuove fragranze di Gisella Manske, Christmas Spice. Per non avere sorprese opto per una ricettiva semplice, il trio classico oliva-cocco-ricino più un paio di piccole rimanenze d'olio. Decido anche di testare uno dei coloranti alimentari in polvere mio possesso, il rosso.

Preparo le due fasi, le unisco fino a nastro leggerissimo e...sbam!! Un ammassamento immediato che pare cemento. Col senno di poi avrei dovuto prendere l'intruglio e infilarlo in uno stampo grande e invece no. Butto dentro anche il colore lo mescolo alla bell'e meglio lasciando una scia di piccoli grumi e opto per piccole formine. Sbatto il tutto nelle formine a cazzuolate e il risultato è scontato: un bel mostro simpaticamente somigliante a mortadella andata a male:




Il profumo è da sbavo, il sapone sembra riuscito: ha scaldato a dovere e l'infame ha persino avuto il coraggio di andare in gel. Non si butta niente e si riciclerà in qualche modo dopo stagionatura.








venerdì 5 settembre 2014

Cocco mon amour...!!

Sapone Cocco 100%

Mezzo chilo di grassi

Olio di cocco bio 500 g 


fragranza Cocco savon (GC) 15 ml
un cucchiaino di farina d’avena
un cucchiaino di mica brillante bianca

Latte di cocco congelato 164 g
soda: 73 g (sconto 20%) 





Oggi sapone a tutto cocco! Solo cocco negli ingredienti e solo cocco nella fragranza. Ne ho fatto pochino, mezzo chilo di grassi per un totale di 8 saponette, poiché di preferenza utilizzo cocco eco sostenibile (idem per il palma) ed è un po' più caro. E avrei dato fondo a tutte le mie scorte appena rimpinguate e addio sogni di gloria saponieri per un bel po'.

L'olio di cocco è un grasso saturo che produce un sapone dal forte potere lavante e che viene descritto come aggressivo se usato in quantità poiché tende a disseccare la pelle. Per questo motivo in questo sapone lo sconto soda è altissimo, addirittura del 20%; l'ho ulteriormente ingentilito utilizzando al posto dell'acqua del latte di cocco in lattina per renderlo più cremoso. Ho notato che viene spesso utilizzato fra gli ingredienti anche del sale fino che però in questo caso ho preferito omettere. 
Apprendo dal gruppo Facebook "Il mio sapone" (la fonte della mia ricetta) che dovrebbe schiumare in modo abbondante e fantastico e io amo la schiuma. E dunque non potevo non buttarmici, proprio no.

Procedimento usuale: congelato il latte per almeno 24 ore, miscelato alla soda per creare la soluzione caustica e poi unito all'olio nel quale avevo già versato tutti gli additivi. La soluzione era di molto al di sotto della temperatura normalmente richiesta (intorno ai 30°) e ho scaldato l'olio fino a circa 49°. Poiché è la prima volta che lo faccio non ho idea se sia normale o possa andar bene e dovrò fare ricerche. Si è solidificato velocemente, giusto il tempo di versarlo negli stampini ed ha scaldato molto pur essendo poco coperto, raggiungendo la fase gel.
Il sapone è risultato esteticamente bello, bianco e lucido, già pronto per essere sformato dopo circa sei ore. Non vedo l'ora di poterlo usare!

Come fragranza ho usato la già collaudata "cocco savon" di Glamour Cosmetics, un cocco fruttato e delicato che personalmente apprezzo molto.


sabato 30 agosto 2014

Sapone Mojito al rum

Sapone Mojito al rum

Un chilo di grassi

Strutto 300 g
Olio di oliva 300 g
Olio di cocco 250 g
Olio di soia100 g
Olio di ricino 50 g

Rum 300 g ridotti a 150 g
Acqua demineraliz. 180 g
per liquidi totali 330 g
Un cucchiaio scarso di zucchero di canna

Soda caustica 140 g (sconto 6%)

acido citrico 20 g
soda per citrato 12 g

Nei grassi:
25 ml di fragranza Lime Savon di GC
5 ml di oe di menta
Un cucchiaio di avena colloidale

Al nastro:
Un cucchiaino di vaniglia in polvere
mezzo cucchiaino di titanio biossido
mezzo cucchiaino di mica neutra brillante




Mentre l'estate continua a giocare a nascondino io faccio un sapone serale al gusto di mojito, con tutte le note che lo compongono. 
Rum (a buon mercato che quello buono si beve!) che ho ridotto a circa la metà per lasciar evaporare l'alcol in modo da non ammassare il sapone.
Zucchero di canna, che ho aggiunto al rum e all'acqua per la soluzione di soda.
Lime e menta per ricordarne il profumo.
Ho raffreddato la soluzione di acqua, rum e zucchero con tutto il contenitore in ghiacciaia per controllare meglio la temperatura una volta aggiunta la soda. Preparato la fase grassa con i profumi e unito il tutto a 42°. Poi ho sbiancato una piccola parte di pasta di sapone con il titanio biossido e poca mica brillante neutra, nel resto ho buttato la vaniglia più per colore e poesia che per il profumo.
Avrei voluto colorarlo ma la paura che gli zuccheri scurissero il sapone mi ha fatta desistere, in realtà non ha scurito tantissimo. Per richiamare i colori del mojito ho timbrato due stelline con le miche, piccola nota estiva di una giornata piovosa.


giovedì 21 agosto 2014

Sapone purificante argilla e rosmarino

Sapone purificante all'argilla e rosmarino

Un chilo di grassi

Olio extravergine di oliva: 700 g 
Olio di cocco: 200 g 
Olio di ricino: 50 g 
burro di karitè 50 g


fragranza green clay (GC) 20 ml
o.e. di rosmarino  5 ml
un cucchiaino di farina d’avena

Acqua dem. : 330 g
soda: 137 g (sconto 5%) 

acido citrico 20 g
soda per citrato 12 g

al nastro:
argilla rosa: mezzo cucchiaio
argilla verde: mezzo cucchiaio




Punto primo: Sono riuscita a far affogare uno dei termometri negli oli caldi. Ma ha continuato a fare stoicamente il suo dovere...bravo ragazzo!

Punto secondo: Mentre versavo il sapone nello stampo una parte m'è cascata sulla tovaglia; dopo vari e inutili tentativi di ributtarlo nello stampo con la spatola l'ho raccolto brutalmente con le mani guantate e lanciato dove doveva andare. Oh!

Punto terzo: Ho sporcato la cucina in ogni dove e mi ci vorranno eoni per riportarla agli antichi splendori...

Ma sono sopravvissuta e il sapone, primo tentativo di tentato swirl a tre colori, pure. Forse. 

Per non impicciarmi e velocizzare i tempi dopo il nastro ho versato direttamente le essenze con la farina d'avena negli oli prima di unire la soluzione di soda caustica ad una temperatura delle due fasi di circa 41°. 
E' un sapone all'argilla con velleità purificanti e dunque a colori naturali: un terzo tinto con argilla verde ventilata, un terzo con argilla rosa, un terzo rimasto com'era, cioè giallino per l'olio extravergine d'oliva ma la prossima volta c'aggiungo del caolino. Adoro le tinte naturali ed eleganti delle argille! 


Il sapone swirlato coperto dalla pellicola, pronto per andare sotto coperta.

Profumato con l'ottima fragranza Green Clay di GC e con un piccola parte di olio essenziale di rosmarino ma non ho ecceduto con i profumi, voglio che questo sapone abbia un sentore fresco e delicato.
Non è lo swirl dei miei sogni, è strapieno di bollicine anche se ho sbattuto lo stampo per bene, l'ho tagliato prima del tempo (...) ma sono mediamente soddisfatta. 


Tagliato...


...e timbrato!



mercoledì 13 agosto 2014

Dreaded Orange Spots: Incubi saponiferi d'agosto



Cosa fare se gli ingredienti scarseggiano, piove, si ha voglia di saponificare? Si rilavora il sapone!

E quindi tiro fuori da una scatola di cartone dimenticata un sapone fallimentare uscito malissimo fatto lo scorso anno: mi ero dimenticata di aggiungere un olio, il colore è risultato grigiastro, la fragranza era non adatta...insomma, un sapomostro in piena regola.
E trovo una brutta sorpresa: le Temute Macchie Arancioni!! L'incubo di ogni saponaio, dovuto all'irrancidimento degli oli, che si presenta con vari stadi di gravità accompagnato dalla scomparsa del profumo con eventuale cattivo odore, il sapone suda, diventa giallastro, si presenta infine a macchie giallo arancio cedevoli al tatto.  Il mio non ha cattivi odori e solo una fetta ha una delle temute macchie, la situazione non è ancora tragica! Gli esperti mi consigliano di non buttare il sapone ma di togliere le parti danneggiate ed usarlo alla velocità della luce.

Ne ho sentito parlare ma parto comunque alla ricerca delle cause per rinfrescarmi la memoria: leggo che dipende dal tipo di catena dei grassi usati (ad esempio i saturi dovrebbero essere più resistenti all'irrancidimento), dalla temperatura che nuoce se troppo elevata, dalla troppa luce, dall'umidità elevata.  Da alcuni additivi (ad esempio oli essenziali di agrumi che si deteriorano facilmente e andrebbero conservati in frigo).
I saponi vanno conservati il più possibile al fresco, al buio e all'asciutto, sempre. Ed è bene aggiungere oleoresina di rosmarino oppure un chelante e scopro che quello utilizzato da me, il citrato di sodio, è il meno efficace. Andrebbero di norma utilizzati sempre ingredienti nuovi e freschi.

Spero che il ripasso possa servirmi ad evitare il più possibile che il problema, che pare molto comune, possa ripresentarsi.